Fabio Fognini

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Biografia


Fabio Fognini

Nome e Cognome: Fabio Fognini

Data di nascita: 24/05/1987

Luogo di nascita: Sanremo (Imperia)

Residenza: Arma di Taggia (Imperia)

Altezza: 178 cm

Peso: 75 kg

Allenatore: Josè Perlas

Preparatore atletico: Marc Boada

Caratteristiche tecniche: destro, rovescio bimane

Miglior classifica Atp: 24 (22 Aprile 2013)

Miglior classifica di doppio: 32  (31 Ottobre 2011)

Fabio Fognini è nato a Sanremo il 24 maggio 1987. Risiede con i suoi familiari ad Arma di Taggia, ridente cittadina che affaccia sul Mar Ligure. Figlio di Fulvio e Silvana, Fabio ha una sorella di tre anni più piccola di nome Fulvia. “Fogna”, com’è benevolmente soprannominato nel circuito tennistico, ha mosso i suoi primi passi tennistici nel circolo di casa, l’Amatori Tennis Armesi, all’età di quattro anni, seguito da quello che è ormai una sorta di fratello maggiore per lui, Massimiliano Conti, che ne è stato il coach fino all’età di quattordici anni. Sin dai tempi del circuito junior Fabio si è rivelato come uno dei migliori tennisti del mondo tra quelli nati nel 1987: il miglior ranking, numero 8, raggiunto nella categoria giovanile ne è la testimonianza, così come l’alloro di campione europeo under16 che Fabio seppe conquistare nel 2003, a Vienna, senza dimenticare i numerosi tornei ETA e Itf conquistati dal ligure. Nella fase della carriera di Fabio Fognini appena descritta, grande ruolo ha assunto l’ex coach Leonardo Caperchi che è stato allenatore di Fabio fino al maggio 2007. Attualmente “Fogna” fa parte dell’accademia tennistica Barcelona Total Tennis ed è seguito da Oscar Serrano, ex professionista iberico in grado di classificarsi numero 128 del mondo nel 2000. I primi segnali di una possibile carriera da protagonista a livello professionistico Fabio li ha lanciati nel 2005, anno in cui vinse due tornei future (Murcia e Bergamo) e si qualificò per il primo torneo Atp della sua carriera, a Palermo. Dopo una stagione 2006 opaca, illuminata solo dalla qualificazione agli Internazionali d’Italia ottenuta ai danni del campione serbo Novak Djokovic e da due partite vinte nel circuito Atp, ad Amersfoort e Palermo,  la stagione 2007 ha consacrato Fabio Fognini come tennista emergente ed in grado di ben figurare nel circuito maggiore: dopo tre finali challenger (Santiago del Chile, Sanremo e Furth) e altri piazzamenti nei tornei secondari, Fabio ha saputo qualificarsi per il Roland Garros, torneo dei suoi sogni e ha raggiunto due volte gli ottavi di finale in tornei del circuito maggiore: a Kitzbuehel, sulla terra rossa austriaca e a Montréal, torneo del circuito Masters Series disputatosi sul cemento all’aperto. Grazie ai risultati appena elencati Fabio è riuscito, nel mese di novembre, a varcare la soglia dei primi 100 giocatori del mondo (chiudendo al numero 94).

Le caratteristiche principali di Fabio sul campo da tennis sono la grinta, una buonissima elasticità e velocità negli spostamenti, oltre alla bontà del tocco, anche nei pressi della rete; il suo colpo migliore è il dritto, spesso giocato in posizione anomala, ma anche il rovescio coperto e spesso anticipato è in grado di garantire punti vincenti. Ottima anche la prima palla di servizio che non di rado supera i 200 km/h.

Fuori dal campo da gioco, Fabio è un ragazzo cordiale, malgrado una connaturata timidezza: ama la musica (la sua canzone preferità è “I don’t want to miss a thing” degli Aerosmith), trascorre molto tempo libero su internet e segue con passione il campionato italiano di calcio, da buon tifoso interista e genoano qual è. I suoi idoli e modelli sono nel tennis Carlos Moya, nel calcio Luis Figo e Marco Materazzi.

Da buon ligure impazzisce per la pasta al pesto, mentre la sua bevanda preferita è il the freddo alla pesca. I suoi migliori amici nel circuito sono tra gli italiani Potito Starace e Simone Bolelli, anche se ha un buon rapporto con tutti i tennisti azzurri; tra gli stranieri ha un feeling particolare con Rafael Nadal, Novak Djokovic, Carlos Moya, Nicolas Almagro e Juan Carlos Ferrero.

Nel 2006 Fabio ha conseguito il diploma in ragioneria e non è escluso che al termine della propria carriera “Fogna” non torni sui libri per arricchire il proprio bagaglio culturale.